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Messaggio della Giornata Mondiale del Teatro 2023 di Samiha Ayoub - Teatro Ariston Sanremo

Messaggio della Giornata Mondiale del Teatro 2023 di Samiha Ayoub

In occasione della giornata mondiale del Teatro 2023, AGIS si unisce al messaggio della celebre
attrice egiziana Samiha Ayoub nel quale ricorda i valori fondativi del teatro e il suo importante
ruolo nella comunità. L’Associazione Generale Italiana dello Spettacolo si riconosce nella
riflessione di Samiha Ayoube e per queste ragioni ne diffonde il messaggio fatto proprio anche
dal Centro Italiano dell’International Theatre InstituteUNESCO.


«A tutti i miei amici artisti di teatro di tutto il mondo,

Vi scrivo questo messaggio in occasione della Giornata Mondiale del Teatro, e per quanto mi
senta estremamente felice di rivolgermi a voi, ogni fibra del mio essere trema sotto il peso di
ciò che tutti noi stiamo soffrendo artisti di teatro e non a causa delle pressioni schiaccianti e
dei sentimenti contrastanti che suscita la condizione attuale del mondo. L’instabilità è il
risultato diretto di ciò che il nostro mondo sta attraversando oggi in termini di conflitti, guerre
e disastri naturali che hanno avuto effetti devastanti non solo sul nostro mondo materiale, ma
anche sul nostro mondo spirituale e sulla nostra pace psicologica.

Vi parlo oggi mentre ho la sensazione che tutto il mondo sia diventato come isole disperse, o
come navi che fuggono in un orizzonte denso di nebbia, ciascuna spiegando le vele e navigando
senza guida, senza riuscire a vedere nulla dell’orizzonte che dovrebbe guidarle e, nonostante
ciò, continuando a navigare, sperando di raggiungere un porto sicuro che la accolga dopo le
lunghe peregrinazioni in mezzo a un mare furioso.

Il nostro mondo non è mai stato così strettamente connesso come lo è oggi, ma allo stesso
tempo non è mai stato più dissonante e non siamo mai stati così lontani gli uni dagli altri come
lo siamo oggi. Qui sta il paradosso drammatico che ci impone la nostra contemporaneità.
Nonostante ciò a cui assistiamo rispetto alla convergenza nella circolazione delle notizie e delle
comunicazioni che ha portato ad infrangere tutte le barriere dei confini geografici, i conflitti e
le tensioni a cui il mondo sta assistendo hanno superato i limiti della percezione logica, creando,
in mezzo a questa apparente convergenza, una divergenza fondamentale che ci allontana dalla
vera essenza dell’umanità nella sua forma più semplice.

Il teatro nella sua essenza originaria, è un atto puramente umano basato sulla vera essenza
dell’umanità, che è la vita. Come diceva il grande pioniere Konstantin Stanislavskij: “Non
entrate mai a teatro con il fango ai piedi. Lasciate la polvere e lo sporco fuori. Lasciate le vostre
piccole preoccupazioni, i litigi, le piccole difficoltà alla porta assieme ai vostri indumenti esterni
tutte quelle cose che vi rovinano la vita e distolgono la vostra attenzione dalla vostra arte.”
Quando saliamo sul palco, saliamo con la sola vita di un essere umano in noi, ma questa vita
ha una grande capacità di scindersi e di riprodursi per trasformarsi in tante vite che
diffondiamo in questo mondo affinché esso prenda vita, fiorisca e diffonda i suoi profumi.

Quello che facciamo nel mondo del teatro, come drammaturghi, registi, attori, scenografi,
poeti, musicisti, coreografi e tecnici tutti noi nessuno escluso è un atto di creazione della vita
che non esisteva prima di salire sul palcoscenico. Questa vita merita una mano premurosa che
la tenga, un petto amorevole che la accolga, un cuore gentile che provi empatia per essa ed
una mente sobria che le fornisca ragioni per continuare e sopravvivere.

Non esagero quando dico che quello che facciamo sul palco è l’atto stesso della vita, generata
dal nulla, come una brace ardente che brilla nell’oscurità, illuminando le tenebre della notte e
riscaldando la sua freddezza. Siamo noi che diamo alla vita il suo splendore. Siamo noi che la
incarniamo. Siamo noi che la rendiamo vibrante e significativa. E siamo noi a fornire le ragioni
per capirla. Siamo noi che usiamo la luce dell’arte per affrontare l’oscurità dell’ignoranza e
dell’estremismo. Siamo noi che abbracciamo la dottrina della vita, affinché la vita si possa
diffondere in questo mondo. Per questo mettiamo tutto il nostro impegno, tempo, sudore,
lacrime, sangue e nervi, per raggiungere questo alto messaggio, per difendere i valori della
verità, della bontà e della bellezza, nel convincimento che la vita meriti veramente di essere
vissuta.

Vi parlo oggi, non così per parlare, e nemmeno per celebrare il padre di tutte le arti, il “teatro”,
nella sua giornata mondiale. Vi invito piuttosto a stare insieme, tutti noi, mano nella mano,
spalla a spalla, per gridare a squarciagola, come siamo abituati a fare sui palcoscenici dei nostri
teatri, per far uscire le nostre parole, per risvegliare la coscienza del mondo, per cercare dentro
di noi l’essenza perduta dell’umanità. L’essere umano libero, tollerante, amorevole,
comprensivo, gentile ed accogliente, che rigetta questa vile immagine di brutalità, razzismo, di
conflitti sanguinosi, di un pensiero unilaterale ed estremista. Gli esseri umani hanno
camminato su questa terra e sotto questo cielo per migliaia di anni e continueranno a
camminare. Pertanto togliete i piedi dal fango delle guerre e dei conflitti sanguinosi e lasciate
questi ultimi all’entrata del palcoscenico.

Forse allora la nostra umanità, che si è offuscata nel dubbio, diventerà di nuovo una certezza
che ci renderà tutti orgogliosi di essere umani e di essere fratelli e sorelle nell’umanità.

È la nostra missione, di noi drammaturghi, portatori della fiaccola della luce, sin dalla prima
apparizione del primo attore sul primo palcoscenico, di essere in prima linea nell’affrontare
tutto ciò che è brutto, sanguinario e disumano, mettendolo a confronto con tutto ciò che è
bello, puro e umano. Noi, e nessun altro, abbiamo la capacità di diffondere la vita.
Diffondiamola insieme per il bene di un unico mondo e di un’unica umanità».

Samiha Ayoub è un’attrice egiziana, nata nel quartiere Shubra del Cairo. Si è diplomata
all’Istituto superiore di arti drammatiche nel 1953, dove ha seguito l’insegnamento del
drammaturgo Zaki Tulaimat. Nel corso della sua carriera artistica ha recitato in circa 170 opere
teatrali, tra cui Raba’a AlAdawiya, Sekkat AlSalamah, Blood on the Curtains of the Kaaba, Agha
Memnon, Il Cerchio di Gesso del Caucaso. Sebbene abbia lavorato soprattutto nel mondo del
teatro, ha interpretato molti ruoli anche nel cinema e in televisione. Nel cinema si è distinta per
diversi film, tra cui The Land of Hypocrisy, The Dawn of Islam, With Happiness, Among the Ruins.
E in televisione ha presentato molte opere importanti, tra cui Stray Light, Time for Rose, Amira
ad Abdeen, AlMasrawiya. Ha ricevuto molte onorificenze da diversi presidenti, tra cui Gamal
Abdel Nasser e Anwar Sadat.


Con i migliori saluti.

(Francesco Giambrone)

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